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Lead generation funnel: perché è sempre più utilizzato dalle aziende

Quando si parla di full funnel lead generation si fa riferimento al processo di acquisizione dei lead, portandoli a divenire nuovi clienti a cui vendere i propri prodotti o servizi. In passato erano le aziende a ricercare i potenziali clienti, mentre al giorno d'oggi sono i consumatori che si informano e scelgono le soluzioni più in linea con le proprie esigenze. Questo, ovviamente, non vuol dire che le aziende debbano restare passive. Oggi, le aziende hanno l'opportunità di puntare su strategie di lead generation marketing funnel ottimizzate per trasformare gli utenti interessati in lead pronti a finalizzare l’acquisto del prodotto o servizio proposto. Il processo di costruzione di un funnel efficace è strategico per la crescita del business e richiede un continuo monitoraggio per migliorarne le performance.

Inoltre, un funnel ben strutturato aiuta a rendere “misurabile” l’intero percorso: non ci si limita a generare contatti, ma si può capire quali canali portano lead migliori, quali messaggi funzionano e dove si perdono opportunità. Questo significa poter intervenire con ottimizzazioni puntuali (copy, creatività, targeting, form, follow-up), riducendo sprechi di budget e aumentando la qualità complessiva delle conversioni. In un contesto competitivo, la differenza la fa la capacità di costruire un’esperienza coerente e progressiva, in cui ogni step prepara il successivo.

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Il funnel della lead generation: quali sono le fasi?

Nel marketing si utilizza una metafora molto interessante, quella dell’imbuto, per spiegare come l’utente diventa un potenziale acquirente, trasformandosi infine in un cliente a tutti gli effetti. Un lead generation funnel ben progettato non solo aiuta a guidare gli utenti lungo il percorso d'acquisto, ma permette di segmentare il pubblico in modo da offrire contenuti personalizzati e pertinenti. Con il giusto approccio, ogni fase del funnel diventa un'opportunità per costruire una relazione più profonda con il lead e favorire la conversione. Ogni fase, dalla consapevolezza alla decisione, deve essere progettata con attenzione, utilizzando le tecnologie e le strategie giuste.

Un aspetto spesso sottovalutato è la “continuità” tra i canali: social, advertising, email, landing page, CRM e contatto commerciale devono parlare la stessa lingua. Se il messaggio cambia troppo o l’esperienza si interrompe (ad esempio, un follow-up lento o generico), il lead perde fiducia e l’imbuto si svuota. Per questo le aziende più efficaci lavorano su contenuti, automazioni e processi interni, così da non lasciare il lead “in sospeso” tra una fase e l’altra.

Awareness: al top of funnel lead generation, ovvero alla cima del funnel ove è situata la parte più larga dell’imbuto, troviamo gli utenti che entrano in contatto con l’impresa o con il brand mediante vari canali, quali le pagine social o cliccando su un annuncio pubblicitario che riporta al sito web aziendale. In questa fase, è fondamentale attrarre un elevato numero di potenziali clienti, sponsorizzando contenuti che rispondano ai loro bisogni. La SEO, le inserzioni a pagamento, il blog aziendale sono strumenti chiave in questa fase. Le aziende devono concentrarsi sull’offrire valore e visibilità per potersi distinguere dalla concorrenza. Questo è anche il momento in cui vengono definite le prime impressioni del brand e si gettano le basi per il coinvolgimento futuro.

Per aumentare l’efficacia, può essere utile lavorare su più formati: articoli educativi, mini-video, contenuti comparativi, checklist o casi studio “leggeri” che dimostrano competenza senza chiedere nulla in cambio. In questa fase, le metriche tipiche sono copertura, click, tempo sul sito e qualità del traffico. L’obiettivo non è solo “farsi vedere”, ma attirare persone davvero in target.

Consideration: a seguire, nel lead generation sales funnel, l’obiettivo è raccogliere informazioni sull’utente che ha già mostrato interesse. È qui che entra in gioco la strategia del “lead magnet”: strumenti di valore come ebook, guide, newsletter o webinar che possono essere offerti per raccogliere informazioni utili per la profilazione del lead. Una landing page ben strutturata, con un layout coerente e una call to action accattivante, è essenziale in questa fase. L'uso di lead generation marketing funnel mirati consente alle aziende di personalizzare ulteriormente le proprie offerte e di avvicinarsi al lead con contenuti che rispondano alle sue specifiche esigenze.

Qui entra in gioco anche il nurturing: email automatiche, retargeting e contenuti progressivi che “scaldano” il contatto e rispondono ai dubbi più comuni. Più la proposta è complessa o costosa, più questa fase diventa decisiva. Il lead scoring (attribuire un punteggio in base a comportamenti e dati) può aiutare a distinguere chi è curioso da chi è davvero vicino alla scelta, rendendo più efficiente il passaggio al commerciale.

Decision: nell’ultima fase arriviamo al full funnel lead generation, dove dobbiamo puntare alla conversione del lead in cliente. Un lead che ha richiesto di essere ricontattato deve essere seguito tempestivamente dal team di sales, con offerte che rispondano alle sue necessità. In questa fase è importante che l'azienda si concentri sulla qualità dell'offerta, personalizzandola per soddisfare le aspettative specifiche del lead. La rapidità nel contattare il lead e nel guidarlo attraverso il processo d'acquisto può fare la differenza tra una conversione riuscita e un'opportunità persa.

Per aumentare la fiducia, funzionano molto bene elementi come recensioni, testimonianze, casi reali, garanzie, demo o preventivi trasparenti. Anche la coerenza tra ciò che è stato promesso nella fase precedente e ciò che viene proposto dal sales è fondamentale: se il lead percepisce “stacchi” o forzature, si raffredda immediatamente. Un CRM aggiornato e un processo di contatto chiaro (tempi, script, follow-up) aiutano a non perdere occasioni.

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Costruire un lead generation funnel efficace

La costruzione di un buon lead generation funnel è fondamentale per avere successo nelle vendite. Creare un funnel efficace richiede competenze, strumenti adeguati e una pianificazione strutturata. Bisogna sempre considerare le esigenze specifiche del proprio business e agire in conformità con le normative, come il GDPR, per raccogliere i dati in modo corretto. Ogni fase del funnel deve essere ottimizzata per lavorare insieme in modo coerente, creando un flusso continuo che porti il lead a passare attraverso le varie fasi fino alla conversione finale.

Un metodo pratico consiste nel partire da tre pilastri: definizione del target (buyer persona o ICP), definizione dell’offerta (cosa prometti e perché è credibile) e definizione del percorso (quali touchpoint servono per portare il lead alla scelta). Da lì, si costruiscono landing page, contenuti e automazioni, testando varianti di headline, CTA, form e messaggi. Anche piccoli dettagli possono alzare la conversione: ridurre i campi del form, migliorare la velocità della pagina, rendere più chiaro il beneficio, inserire FAQ e badge di affidabilità.

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Ottenere profitti con il lead generation funnel è difficile?

La risposta dipende da numerose variabili, come la struttura del funnel e le risorse utilizzate. Per ottimizzare un b2b lead generation funnel o un lead generation marketing funnel è fondamentale un approccio mirato. Questo implica la creazione di contenuti di valore, l’utilizzo di strategie personalizzate e l’analisi continua dei dati. Un buon funnel aiuta a qualificare i lead in modo da investire tempo e risorse su quelli che hanno maggiori probabilità di diventare clienti paganti.

Per capire se un funnel è profittevole, non basta guardare il costo per lead: servono KPI come costo per opportunità, tasso di conversione per fase, tempi medi di chiusura e, soprattutto, rapporto tra CAC (costo di acquisizione) e valore generato (LTV o margine). In molti casi, il vero salto di qualità arriva migliorando la qualità dei lead e il processo di follow-up, più che aumentando il volume.

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Il passaggio dall’outbound marketing all’inbound marketing

Con l’avvento della rivoluzione tecnologica e i ritmi di vita sempre più frenetici, il focus delle aziende si è spostato dai metodi tradizionali di marketing verso strategie più mirate e personalizzate. Questo ha portato alla transizione dall’outbound marketing puro all’inbound marketing, che mette al centro i bisogni dei potenziali clienti. La costruzione di un lead generation sales funnel ottimizzato è essenziale per navigare questa nuova realtà.

Oggi, però, molte realtà adottano un approccio ibrido: inbound per intercettare la domanda e costruire autorevolezza, outbound “intelligente” per accelerare il contatto con prospect specifici (soprattutto in B2B). La differenza è che l’outbound moderno funziona meglio quando è basato su dati, segmentazione e messaggi pertinenti, non su comunicazioni generiche.

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Perché il b2b lead generation funnel è così importante?

Il lead generation funnel è il cuore della strategia di marketing per molte aziende, poiché consente di attrarre, qualificare e convertire i lead in clienti. Un funnel ottimizzato permette di migliorare l'efficacia delle campagne pubblicitarie, ridurre i costi e aumentare i profitti. Utilizzare una strategia multicanale e lavorare sui vari step del funnel è il segreto per avere successo.

Nel B2B, dove i cicli decisionali sono spesso più lunghi e coinvolgono più figure, il funnel diventa ancora più cruciale: serve a educare, gestire obiezioni e mantenere vivo l’interesse. L’allineamento tra marketing e sales (tempi di contatto, definizione di lead qualificato, feedback sulle chiamate) fa la differenza tra un flusso che cresce e uno che si blocca. Infine, un funnel efficace non finisce con la vendita: retention, upsell e referral sono leve che aumentano il valore complessivo del cliente e rendono l’acquisizione più sostenibile.

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